Flora e Fauna del Territorio del Parco della Balossa

Il territorio del Parco rappresenta un'enclave compatta, attorno alla quale si trova un sistema urbano composito, sia in termini funzionali sia sotto il profilo qualitativo.

Il Parco della Balossa si trova nel cuore di una delle porzioni del territorio provinciale milanese a più elevato grado di urbanizzazione. Interessa parte dei Comuni di Novate Milanese e Cormano con terreni, a vocazione prevalentemente agricola, che coprono una superficie di 150 ettari circa e, tutti contigui tra loro, formano un’area compatta, interclusa nell’urbanizzato e compresa tra la SP 46 (Rho - Monza) a nord, la A 4 (Torino - Trieste) a Sud e la SP 44 (Milano - Meda) a est.
Sul lato meridionale il Parco trova un confine nel tracciato autostradale dell’A4 e in una zona a prevalente carattere produttivo. Il fronte occidentale, verso Novate Milanese, trova un margine in massima parte ben definito formato da insediamenti residenziali affacciati ad una strada perimetrale che disegna un preciso confine. A nord le aree hanno un limite nel tracciato viario della Rho-Monza e nelle zone residenziali immediatamente più a nord. Infine sul lato orientale il tracciato stradale della vecchia Comasina fa da confine mantenendo la separazione dal sistema insediativo piuttosto articolato di Cormano.
Dalla lettura degli strumenti urbanistici comunali emerge, all’interno del perimetro del Parco, una preponderante presenza di aree destinate a uso agricolo, accanto ad alcune aree destinate ad attrezzature di livello sovracomunale, localizzate nel territorio di Cormano.

Le aree ricoperte da vegetazione del Parco della Balsosa sono formate per la maggior parte da vegetazione d’origine antropica, come coltivazioni erbacee, prati da vicenda, coltivazioni orticole, orti familiari e giardini privati per la resta

L'attuale patrimonio vegetazionale di tipo boschivo del Parco della Balossa rappresenta una minima parte (1%) della vegetazione presente nel Parco della Balossa. Le coltivazioni erbacee, prati da vicenda, coltivazioni orticole, orti familiari e giardini privati coprono circa l’80% del territorio del Parco.
I terreni non più soggetti a coltivazione da parte dell’uomo registrano la presenza di specie tipiche delle terre incolte quali la seppola canadese (Conyza canadensis), il farinello comune (Chenopodium album), la sanguinella (Digitaria sanguinalis), il romice crespo (Rumex crispus) e il pabbio comune (Setaria viridis), e specie maggiormente legate ai prati stabili polifiti quali il trifoglio (Trifolium repens, Trifolium pratense), il dente di leone (Taraxacum officinale) e la silene rigonfia (Silene vulgaris).
La vegetazione naturaliforme di tipo boschivo coincide pressoché unicamente con una fascia boscata lungo i fontanili inattivi Fontanile Nuovo e Fontanile Novello. Lo strato arboreo risulta dominato in modo esclusivo dalla Robinia (Robinia pseudoacacia), pianta alloctona che ha sostituito quasi ovunque le specie autoctone, e dal Sambuco (Sambucus nigra), mentre quello arbustivo risulta dominato pressoché interamente da Rovi (Rubus sp). Lo strato erbaceo risulta piuttosto interessante, in quanto la presenza di specie tipicamente nemorali come l’edera arborea (Hedera helix), il sigillo di Salomone (Polygonatum multiflorum), il ranuncolo (Ranunculus ficaria), e la pervinca (Vinca minor) attribuirebbero alla fascia boscata il significato di elemento residuale di boschi naturaliformi che probabilmente caratterizzavano più estensivamente l’area tempo addietro.
I campi coltivati sono in misura molto esigua delimitati da siepi e filari, costituiti generalmente da ligustro (Ligustrum vulgaris), e da alcuni rari elementi igrofili come il Salice bianco (Salix alba) e alcuni gelsi (Morus sp).

Uccelli, mammiferi, anfibi e rettili: gli animali presenti nel Parco.

Le potenzialità faunistiche del Parco della Balossa sono una delle aree nelle quali vi sono le maggiori possibilità di sviluppo. La morfologia del territorio la sua collocazione in prossimità dei centri urbani e i progetti di rimboschimenti e di ripristino dei canali di irrigazione possono rappresentare elementi di forte crescita sotto questo aspetto.
Attualmente sono presenti diverse specie di uccelli, come la cornacchia grigia, rondine, rondone, balestruccio, ballerina bianca, l’usignolo e la capinera, tipiche degli agroecosistemi con coltivazioni di tipo tradizionale e siepi.
Fra i mammiferi ricordiamo il riccio, la talpa, il coniglio selvatico, il toporagno e, di più elevate dimensioni, la donnola, specie estremamente adattabile e piuttosto diffusa. E’ inoltre plausibile ipotizzare la presenza, anche se con popolazioni meno numerose, delle seguenti specie ornitiche: Merlo, Fringuello, Cardellino, Verzellino Verdone, tutte osservabili anche in ambiti urbani (parchi e giardini), ma legate ad una certa diversità strutturale.
Sono presenti inoltre alcune specie di anfibi (rospo smeraldino e rana verde) e di rettili (lucertola muraiola e biacco), largamente diffuse in tutto il territorio lombardo, grazie anche alla loro capacità di colonizzare ambienti urbanizzati.