Parco Nord e Parco Sud: verso un unico Parco Metropolitano?

Dopo la nascita della Città metropolitana, Milano potrebbe vedere anche quella del Parco metropolitano. Difatti, a fine marzo 2017 è stato approvato a larga maggioranza il piano che prevede l’accorpamento del Parco Agricolo Sud con il Parco Nord.

Questa “fusione” fa parte di un progetto della Regione Lombardia che vorrebbe condurre alla creazione di 9 macroaree all’interno delle quali far confluire i 24 parchi regionali. Agli enti amministratori è stata concessa la facoltà di approvare o meno questo progetto, e di decidere in quale area essere inseriti. Il Parco Agricolo Sud e il Parco Nord hanno approvato in larga maggioranza la loro unione, chiedendo di essere incluse all’interno della macroarea 8 dove si trovano anche il Bosco in Città e il Parco delle Cave. Il vantaggio che deriverebbe dalla concreta messa in atto di questo progetto si capisce facilmente: grazie ad un’unificazione dei parchi milanesi si potrebbe avere un unico sistema amministrativo, con lo snellimento delle procedure, la possibilità di attingere ad una quantità maggiore di fondi e finanziamenti e di avere un’unica gestione coordinata. Ma le perplessità non mancano, anche se vengono espresse da una minoranza che sembra destinata ad essere sconfitta. Ci sono infatti alcuni sindaci, in primis quello della Lega Nord di Opera, Ettore Fusco, che si dicono decisamente contrari ad un accorpamento dei parchi. Il Parco Agricolo Sud, a cui Opera appartiene, dice Fusco, ha delle specificità che difficilmente potrebbero essere unite a quelle del Parco Nord. Il parco Sud, come dice il suo stesso nome, è sempre stato e resta un ambito prevalentemente agricolo. Qui ci sono ancora dei contadini ed ampie aree coltivate. Il Parco Nord invece, fin dalla sua creazione avvenuta negli anni Sessanta, è sempre stato pensato come un parco “per famiglie”, di svago e divertimento, con percorsi ciclopedonali e un altro genere di fruibilità da parte del pubblico. Facendo di tutt’erba un fascio si potrebbe rischiare di non rispettare le specificità di ciascun luogo. Un’altra perplessità che alcuni hanno avanzato è che la creazione di un unico grande Parco metropolitano, di cui entrerebbe a far parte anche il Parco della Balossa in quanto ora unito a quello Nord, potrebbe inficiare il meccanismo di tutela che fino ad ora ha preservato questi spazi verdi dalla cementificazione. Il timore, cioè, è che qualcuno approfitti dell’accorpamento e delle conseguenti mutazioni legislative per cambiare le carte in tavola e trovare un buco normativo che consenta di costruire anche in aree che ad oggi sono considerate protette. A parte i detrattori, sono tanti invece quelli che si dicono favorevoli all’unione dei parchi. Michela Palestra, che è la Presidente del Parco Sud, dice che le diversità verranno rispettate e tutelate, ma che dall’unificazione si otterrà uno scambio proficuo e reciproco di buone pratiche che non potrà avere altro effetto che di migliorare in modo più vasto la realtà dei parchi. Anche Legambiente plaude all’iniziativa, sostenendo che dall’unione amministrativa deriverà anche un’unione di risorse tanto economiche che umane. Per Pierfrancesco Maran, che è assessore all’urbanistica di Milano, anche la città ne avrà un ritorno positivo, poiché la presenza di un unico parco metropolitano potrà dare un’identità meglio definita anche alla città metropolitana. C’è infine chi valuta tanto i pro che i contro, come ad esempio il direttore di Bosco in Città, Silvio Anderloni, il quale dice che una gestione univoca in un territorio comunale non può che essere positiva, ma che sarebbe opportuno che la regione stanziasse anche dei fondi per la realizzazione di questo progetto da lei sponsorizzato.