Un lago per il Parco Nord e Parco della Balossa

Da molto tempo si sperava di poter utilizzare il grande bacino artificiale che si trova nel Parco Nord, al confine tra Milano e Bresso, per attività ludiche e creative e per attirare nuovo turismo nelle aree verdi del Parco Nord e dell’annesso Parco della Balossa. Ora infine sembra che questo potrebbe diventare realtà, se tutto va bene già entro l’estate 2017. Ma ripercorriamo tutte le tappe di questa annosa vicenda.

Due anni fa nella zona succitata venne creato un grande lago artificiale, largo ben 21 mila metri quadri e capace di contenere 80 mila metri cubi di acqua. Il progetto, oltre alla realizzazione del lago, prevedeva anche la costruzione di tutta una serie di strutture di accoglienza che avrebbero reso questo luogo un piacevole punto di ritrovo dei visitatori; ma il tutto subì un brusco stop quando la ditta a cui erano stati affidati i lavori decise di rinunciare causando un fermo generale della situazione. Non solo: a questa difficoltà si aggiunsero anche due tragedie, in quanto dopo l’apertura del lago alla balneazione due persone morirono affogate. Questo portò al divieto di balneazione e ad un ulteriore rallentamento dei processi di messa a sistema del bacino idrico. Il direttore del Parco Nord, Riccardo Gini, ha però fatto sapere che finalmente la situazione si è sbloccata e che da marzo i lavori riprenderanno nella speranza di poter aprire l’intera struttura già nel mese di giugno. Gran parte della piattaforma in cemento era già stata realizzata: ora restano da costruire il bar e l’infopoint e poi trovare un’associazione o una società che sia in grado di gestire il lago. Il progetto originale era di 240 mila euro; al momento in cui la ditta lasciò mancavano lavori per un importo di 90 mila euro. Il parco ha dovuto prima effettuare una verifica sulla parte di lavoro già compiuta, poi ha indetto nuove gare d’appalto, ognuna per ogni diverso compito da svolgere, questo al fine di avere una consegna rapida e curata in ogni dettaglio. Il bar si affaccerà direttamente sull’acqua, mentre l’infopoint dovrà essere il punto da cui permettere ai turisti di partire in esplorazione dell’intero Parco Nord e del Parco della Balossa. Come dice Gini, però, la parte veramente delicata della fase di apertura del lago sarà trovare chi sappia gestire l’intera struttura in modo saggio e competente: le due morti per annegamento verificatesi in passato infatti erano state dovute ad una mancanza di adeguata guardiania. Sembra però che in molti si siano già fatti avanti per poter gestire delle singole attività da poter svolgere sul lago, visto che la balneazione resta vietata. Ad esempio, la federazione di kayak pensa di poter effettuare qui i corsi e gli allenamenti per i più giovani; inoltre si pensa si rendere possibile la navigazione del fiume con battelli leggeri. Una volta che il lago avrà una sua definizione e che diventerà una realtà con regole precise fissate da un organismo attento, sarà possibile evitare anche tanti fenomeni che invece si verificano attualmente. Accade sovente infatti che la sera molte persone si rechino al lago per pescare senza autorizzazione, usandolo come una sorta di riserva. Il lago infine costituirà un’attrattiva in più per due parchi che già hanno visto la loro popolarità crescere notevolmente negli ultimi anni e la cui validità è riconosciuta ormai a diversi livelli. Basti pensare che di recente il Parco Nord è stato insignito del titolo di “Paesaggio più bello del continente” conferito dal Consiglio d’Europa.